Fervono i preparativi per il Mich’est 2012

Arbitri, educatori e ragazzi del Mich’est 2012 sono in agitazione per essere pronti per il 15 giugno. I preparativi scorrono con molta trepidazione. Tutti vogliono cominciare questa fantastica esperienza estiva. Le iscrizioni sono terminate. I ragazzi che parteciperanno sono più di 600. Centinaia sono i ragazzi più grandi che avranno ruoli educativi. Insomma la grande festa sta per avere inizio. Anche noi del sito cercheremo di seguire queste settimane raccontantovi cosa succede e quale squadra quest’anno si aggiudicherà il primo posto della manifestazione.  Allora non ci resta…. che seguirci!

Torna la Giornata Interetnica: al via la settima edizione

Il 26 ed il 27 maggio torna a Foggia l’appuntamento con la Festa dei Popoli, organizzata dall’associazione di volontariato “Fratelli della Stazione”, in collaborazione con tante altre realtà operanti nel territorio sul terreno dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti.

La settima edizione della Giornata Interetnica sarà l’occasione per meditare sull’essenzialità, in una società civile, del confronto e del dialogo, senza pregiudizi, con i cittadini stranieri: uno scambio che arricchisce e che consente di intravedere nell’immigrazione non un problema, ma una ricchezza.

Sabato 26, alla celebrazione eucaristica, che si terrà nella chiesa di Sant’Eligio alle ore 18.00, seguirà in Piazza Filippo Corridoni, una tavola rotonda. Si discuterà della trasformazione da carcere a ricovero per i senzatetto, della vecchia e grande struttura ivi presente. Concluderà e allieterà la serata un momento di musica.

Il giorno seguente, la mattina e la sera, la Villa comunale sarà teatro della volontà di far incarnare anche a Foggia la voce dell’ecumenismo, mediante l’incontro di vari popoli che saranno presenti con propri stand e che interagiranno tra momenti ludici, artistici e di riflessione. Ad un concorso di pittura estemporanea e a un trofeo di calcio balilla si affiancheranno, infatti, una riflessione spirituale interreligiosa, giochi per ragazzi ed adulti e una parata di burattini giganti, curata dalla prof.ssa Rosanna Giampaolo e dal Corso di Teatro di Figura dell’Accademia di Belle Arti di Foggia. Accanto a festanti danzatori folk, i quali presenteranno alla cittadinanza alcune espressioni internazionali di quest’arte, ci saranno laboratori di ritratti interetnici. Al calare della sera, invece (intorno alle ore 20.00), il pronao della Villa Comunale ospiterà un grande spettacolo interetnico, all’interno del quale si esibiranno i partecipanti alla gara musicale dedicata a “Padre Raffaele de Lorenzo” e saranno premiati i vincitori dei tornei sportivi e dei concorsi letterario e di pittura estemporanea.

La Festa dei Popoli si concluderà con un concerto di Micky Souljahr feat. Ras Johan – The Family Legend and More.


Gesù cantava?

E dopo aver cantato l’inno, se ne uscirono verso il monte degli Ulivi” (Matteo 26:30). Se ci si pone questa domanda, la risposta è si, e la prova è scritta nel vangelo. Questa circostanza si riferisce alla cena pasquale in cui Gesù era con i suoi discepoli ed è citata nel Vangelo di Matteo. Ma provando ad immaginare Gesù che cantava, magari un pò prima di questi ultimi eventi della sua vita, più nel pieno dei suoi vent’anni o della sua fanciullezza, trasale una gran gioia e una certa emozione. Avrò forse una visione un pò romantica delle cose, ma immaginare una cosa del genere fa sobbalzare il cuore. Simpaticamente non riesco ad immaginarlo stonato, ma certamente impegnato con un certo rigore nel “cantillare” i salmi così come da buon ebreo aveva certamente imparato a fare. E già perché anticamente nella tradizione orientale era normale leggere i salmi seguendo una linea melodica molto semplice che si avvicinava molto al parlato, per avere un’idea: un pò come si usa oggi nella liturgia delle ore. Gli inni i salmi e i cantici spirituali certamente seguivano questo stile canoro, semplice ed essenziale, posto che il cantare smodato era considerata una pratica pagana. Il canto quindi ha il solo scopo di enfatizzare la preghiera.

Sul tema del canto dei primi cristiani consiglio una bella lettura del libro di don Luigi Garbini, 38 anni, incaricato per i con­certi nelle chiese della dio­cesi di Milano e direttore del Laboratorio di musica ambrosiana al servizio della li­turgia (LmcsL), nella sua dotta “Breve storia della mu­sica sacra”.

Sant’Agostino diceva che pregare cantando è come pregare due volte, ed è vero! Credo però che ciò sia vero solo quando il canto è espressione raccolta di un vero sentimento di preghiera, di invocazione, di ringraziamento nei confronti del Signore. Ciò deve farci un pò riflettere su come si dovrebbe cantare in chiesa. Cantare la liturgia è un qualcosa che non deve porsi come al lato della liturgia, o come semplice elemento canoro di animazione della liturgia, ma in maniera più pregnante come forma espressiva della liturgia stessa.

Per concludere, il cantare in chiesa prende luce essenzialmente dal fine per cui lo si fa: pregare !

 

Antonio Braccio

Terzo appuntamento per tutti gli educatori della parrocchia

La prevista riunione di famiglia di oggi, avendo fra qualche giorno la festa del Murialdo, sarà inglobata nelle attività previste per la festa. Ricordo a tutti che la festa del Murialdo è il terzo momento comune a cui TUTTI siamo chiamati a partecipare. Ci saranno diverse iniziative. In modo particolare il giorno 18 venerdì faremo un momento di preghiera con tutti (grandi e piccoli) e un momento di festa insieme (gelato offerto dalla comunità)
il giorno 20 ci sarà il momento di formazione con tutti quelli che hanno compiti educativi dalle ore 16.00 alle ore 19.00.
 Seguirà programma più dettagliato. Cerchiamo di non prendere impegni o di rinviare quelli presi. NESSUNO DEVE MANCARE. Anche perchè è l’ultimo momento dell’anno che viviamo tutti insieme.

JUVENTUS SAN MICHELE: QUALIFICAZIONE E TANTO TALENTO

La Juventus San Michele si è affermata quest’anno nel campionato regionale categoria Giovanissimi vincendo per ben 6 gol a 1 contro il San Pio X di Lucera, e qualificandosi così di diritto per il campionato interregionale. La squadra è stata trascinata con entusiasmo dal capitano Marco Sansone, un alunno della sezione B dell’Istituto Pascal di Foggia, e valido componente della squadra di calcetto della stessa scuola. Centrocampista centrale d’indiscusso talento e dalle grandi potenzialità, che ha recentemente partecipato ad un provino nel Chievo Verona insieme ad altri due suoi compagni di squadra. La Juventus San Michele incontrerà ora nel suo girone Aurora Bari, Monopoli e Olimpia Sacro Cuore, a breve si saprà anche la data del primo incontro. Non ci resta che tifare per la squadra che rappresenterà, sicuramente nel migliore modo possibile, la nostra città ed augurare una fortunata carriera calcistica ai talentuosi ragazzi del San Michele.

EDR di Foggia verso l’incontro regionale

L’EDR, Equipe Diocesana dei Ragazzi, è un gruppo di ragazzi dell’Acr , di diverse parrocchie della Diocesi, che si incontrano con gli educatori dell’Equipe diocesana. Essi si incontrano per proporre delle attività, giochi, incontri, ritiri spirituali da svolgere durante l’anno associativo, per far sentire anche gli altri ragazzi  veri protagonisti dell’ACR. Quest’anno, cogliendo l’iniziativa del mese della Pace, noi ragazzi dell’EDR abbiamo intrapreso un nuovo percorso, che ci aiuterà a riflettere meglio sui diritti dei fanciulli. Questo entusiasmante percorso culminerà con l’incontro regionale di tutte le EDR di Puglia ad Aprile. Rappresentano la parrocchia di San Michele nell’EDR Fabrizio Identi, Simona Pedarra e Gabriele Tonti.

Un’alleanza fra parrocchie e istituzioni per affrontare l’emergenza educativa

Gli oratori si danno da fare per la città e sono attori protagonisti, 
all'interno delle politiche giovanili, sociali e dello sport, di percorsi, di 
servizi educativi, di luoghi di socialità, di integrazione. Approfondiamo 
questo ruolo guardando all'esperienza di Brescia, città che ospiterà a 
settembre <<H10>>. Il rapporto di fiducia che gli oratori hanno con la comunità 
civile si esprime in tanti modi su tutto il territorio nazionale, ma 
nell'esperienza bresciana è interessante per la sistematicità con cui è 
costruito. Nella città lombarda, infatti, da settembre 2009 è stato stipulato, 
tra le parrocchie cittadine e l'amministrazione comunale, un accordo quadro di 
collaborazione <<per la promozione e il sostegno di iniziative tramite gli 
oratori a favore dei ragazzi in età evolutiva>>. Da questo accordo è nato un 
tavolo operativo, che vede rappresentanti degli oratori (con la presenza 
dell'Ufficio diocesano) seduti accanto agli assessori delle aree di 
riferimento. Ciò permette una visione condivisa per attivare e incentivare 
servizi educativi (spazi organizzati nei pomeriggi, laboratori, accoglienza) e 
valorizzare il patrimonio anche immobiliare degli oratori (sono stati fatti 
investimenti per il rinnovamento delle strutture sportive, delle sale prove 
musicali, delle sale della comunità). L'accordo è stato discusso e votato 
all'interno del Consiglio comunale, ricevendo, di fatto, un'approvazione 
all'unanimità che sottolinea il ruolo di patrimonio educativo degli oratori per 
la città. E' prevista, tra l'altro, una relazione annuale alle Commissioni di 
riferimento. Per gli oratori la possibilità di lavorare in modo sistematico e 
organizzato per il bene comune ha reso ancora più visibile la propria vocazione 
di servizio, con maggior apertura alle esigenze dei ragazzi, compresa 
l'emergenza educativa. Il servizio alla città non è una dimensione aggiunta 
alla definizione di oratorio: l'essere cittadini è un obiettivo che si integra 
con gli obiettivi formativi offerti 
dall'oratorio.

 

IL PASTORE VISITA IL SUO GREGGE

Carissimi parrocchiani, il nostro amato Arcivescovo visiterà la comunità di S. Michele A. da domenica 15 a sabato 21 Aprile 2012. Come sapete “la visita pastorale è una delle forme collaudate dall’esperienza dei secoli, con cui il Vescovo mantiene contatti personali con il clero e gli altri membri del popolo di Dio. E’ occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli. E’ anche occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad una più intensa azione apostolica”. La visita consente inoltre, di valutare l’efficienza delle strutture e degli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinare meglio le priorità e i mezzi della pastorale organica. E’ un modo per presentare al nostro pastore le gioie e le sofferenze, i rallentamenti e gli entusiasmi, le povertà e le ricchezze, i difetti e i pregi della nostra comunità cristiana. Ma è anche occasione per ricevere dal pastore una parola di incoraggiamento, richiamo, di rilancio per il lavoro che quotidianamente svolgiamo nella comunità.

E’ una grazia specialissima che la nostra comunità parrocchiale riceve nella fede, per essere sposa sempre più bella agli occhi di Dio.

La comunità è lieta di accogliere il Vescovo nella gioia e come fratelli dell’unico Padre, per confermarci nella fede e allo stesso tempo per metterci all’ascolto della parola di verità.

Il Parroco don Silvano

Accogliamo il nostro Pastore: nessuno si senta escluso!

La Visita Pastorale non deve essere concepita come un semplice istituto giuridico, un adempimento burocratico del Vescovo o uno strumento d’indagine sulle parrocchie. Essa è piuttosto un’occasione preziosa per una conoscenza mutua tra Pastore e porzione del popolo di Dio a lui affidata: «un autentico tempo di grazia e momento speciale, anzi unico, in ordine all’incontro e al dialogo del Vescovo con i fedeli» (Pastores gregis, 46). La prospettiva più peculiare della Visita Pastorale è proprio quella dell’incontro con le persone: il primo posto spetta quindi alle persone, sia individualmente che a livello di gruppi e istituzioni, specialmente a coloro che prendono parte a vario titolo all’apostolato. Avranno ovviamente priorità i contatti con gli organismi pastorali, con i gruppi e le associazioni per verificare e incoraggiare il buon andamento delle comunità. Secondariamente la Visita Pastorale interessa anche le cose e i luoghi: per questo motivo il Vescovo delega ad alcuni Convisitatori il compito di esaminare le questioni di carattere più amministrativo, riservando a sé l’incontro con le persone. Nella visita al Popolo di Dio nessuno poi si senta escluso, credente o non-credente, trovando l’occasione di incontrare il Vescovo negli incontri che vengono proposti: in particolare lo sguardo del Vescovo è chiamato a cercare «il diretto contatto con le persone più povere, con gli anziani e gli ammalati» (Pastores gregis, 46).