REGOLE? SI GRAZIE!


“Regole si o regole no? Fanno bene o fanno male? Come si danno le regole? E se non le ascoltano?” Questi sono solo alcuni dei dilemmi di molti genitori ed educatori che spesso incontrano difficoltà nel loro importante ruolo educativo…proviamo a fare un po’ di chiarezza! Innanzitutto va evidenziato un concetto fondamentale, ovvero che i bambini e i ragazzi hanno bisogno di regole, di limiti, di restrizioni, così come di amore, coccole e ascolto. Le regole sono importanti nella vita di un bimbo o di un ragazzo poiché danno sicurezza e favoriscono il processo di adattamento alla vita sociale e relazionale e, anche se le contestano e manifestano disappunto o rabbia di fronte alla restrizione, hanno bisogno di regole motivate e spiegate e di assaporare ed imparare a gestire la frustrazione naturale che provano in seguito ad una regola.

Affinchè le regole vengano trasmesse e rispettate è importante che i genitori o gli educatori siano convinti dell’importanza di ciò che stanno dicendo o chiedendo, e soprattutto del fatto che lo stiano facendo per il bene del minore, ed è fondamentale che vi sia coerenza fra i genitori per evitare che si crei il ruolo del “genitore buono” e “del genitore cattivo”, con conseguente confusione nel figlio.

Molto spesso, nelle famiglie, accade che si creino dei ruoli negativi, ovvero che un figlio abbia, agli occhi dei genitori o anche di altri educatori, un’immagine negativa che il minore stesso fatica a smentire, con la conseguenza che si convincerà di essere “negativo” e si comporterà sempre peggio! Allora è necessario iniziare a rinforzare gli aspetti positivi di un figlio e non sottolineare sempre e solo quelli negativi. E’ importante elogiare il comportamento positivo, ed imparare a giudicare il comportamento, l’azione, e non la persona nella sua interezza, aiutandolo a capire che non è “sbagliato” lui ma l’azione che ha compiuto.

I minori hanno bisogno di sentirsi incoraggiati, di avere una buona immagine di sé, fiducia in se stessi, di sentire che c’è qualcuno che si fida di loro e che crede che le cose possano migliorare, e anche quando non funzionano o non vanno bene, hanno bisogno di sentirsi ascoltati, coinvolti e partecipi anche nella trasmissione di regole.

Ultima cosa e non meno importante a proposito delle regole: sono fondamentali i modelli attendibili, ovvero genitori ed educatori che testimonino, con i loro comportamenti e con il loro esempio, ciò che chiedono loro, soprattutto in termini di regole e valori.

A presto!

 

Cristina Bubici

Psicologa-Psicoterapeuta

DA ALLIEVO A MAESTRO


Una vita all’insegna dello sport. Una vita senza sport è come un albero senza frutti. Beh questa è stata la mia filosofia di vita fin dall’età di cinque anni quando, per la prima volta, sono entrato in un campo di calcio vero come quello di San Michele e da quel momento non l’ho più abbandonato. Adesso sono giunto all’età di 23 anni e continuo ancora a calpestare quel campo che è in grado di farmi sentire vivo e felice. 1,40 m di altezza, 35 di scarpe, una mini divisa e un grosso pallone da calciare: questo è il ricordo del mio primo giorno di scuola calcio. Ero pieno di paure, emozioni e felicità. Si felicità, perché questo era quello che provavo nel dare calci a quell’immenso pallone tanto più grande di me, insieme ai miei compagni di squadra e al mio mitico allenatore. Oggi quel bambino è cresciuto e calpesta con più coraggio quel campo all’inizio tanto temuto. Oggi sono diventato anch’io un allenatore di bimbi timidi e timorosi, ma con tanta voglia di imparare. È un’esperienza bellissima, che nasconde dietro di sé dei forti principi educativi e morali, come il rispetto delle regole che io per primo ho dovuto imparare, o il rispetto di questo bellissimo sport, per nulla violento o antisportivo come molti insinuano. È bello poter insegnare che il calcio è un gioco di squadra in cui il rispetto di ogni ruolo può portare alla vittoria del gruppo. Non è facile far comprendere tutto ciò a bimbi di sei anni, ma è quello che cerco di fare con amore, passione e perseveranza. Si, perché questi sono i giusti ingredienti per una crescita sana nello sport.
Andrea Palazzo

Un piccolo miracolo


Mi piacerebbe segnalare una storia accaduta in questi giorni nella nostra Opera. Una mia collega, sentendomi parlare dell’Oratorio, mi ha chiesto aiuto: lei ha un bambino artistico che in questo particolare periodo si è chiuso in sé, poiché non frequenta nessun gruppo o attività al di fuori della scuola. Mi sono subito data da fare e siamo riuscite ad inserirlo nei laboratori del gruppo Marta. Ieri sera ha frequentato la sua prima lezione di laboratorio dei presepi ed è rimasto entusiasta dell’esperienza, tant’è che ha detto alla mamma che non vede l’ora che arrivi la prossima settimana per venire di nuovo a San Michele. In un mondo che non va, mi piace segnalare questa storia che ha reso un’intera famiglia “felice”, nel senso più ampio del termine, e vorrei ringraziare chi, con un semplice gesto di accoglienza, ha reso possibile questo piccolo “miracolo”.

Michela Contessa

Associazione “Genitori in gioco”

Servirlo con gioia


Dopo il mandato ai catechisti ed educatori del 2 ottobre, il 13 novembre 2011 si è tenuto il mandato dei ministranti. La messa celebrata dal parroco don Silvano è stata incentrata sui talenti, nucleo dell’omelia. Ognuno di noi ha un talento e il nostro talento più grande è quello di servire il Signore nella Santa Messa. Come ogni domenica ci siamo preparati alle ore 10, nei nostri cuori però avevamo un entusiasmo diverso dal solito. All’inizio della Santa Messa non eravamo sull’altare come sempre ma, seduti nei banchi, aspettavamo la chiamata. Infatti, dopo l’omelia, don Silvano ci ha chiamati per nome e noi prontamente abbiamo risposto: ECCOMI.  Questo è l’inizio di un cammino che dobbiamo portare avanti nel corso della vita. Il Signore nel Vangelo del giorno ci ha voluto dire che non ci dobbiamo abbattere ad ogni ostacolo e che tutto ciò che Dio ha fatto per noi è MERAVIGLIOSO. È meraviglioso anche il fatto che con questa chiamata noi possiamo essere d’esempio per gli altri. Al termine della Santa Messa il parroco ci ha offerto un piccolo rinfresco, che non manca mai in tali occasioni.

Giulia Larivera

 

 

Che noia la legalità!

 “Ci vuole più coraggio ad alzarsi al mattino alle sei per andare a lavorare che a premere un grilletto!” “Che noia la legalità!” se il pezzo l’avesse scritto un giovane probabilmente si sarebbe lasciato andare ad un ”Che p… la legalità!” ma noi non siamo più giovani e ora le regole le rispettiamo! “Che noia la legalità!” perché forse questo è il punto di vista di chi non riesce a fare proprio il valore delle regole per il vivere civile, perché è meglio un giorno da leoni…  se non l’avete già fatto vi consigliamo la lettura di ‘Gomorra’ sentite che dicono i ragazzi che fanno le staffette a Scampia. “Che noi la legalità!” anche perché come canta Francesco De Gregori ne  ‘Il bandito e il campione’ alle volte mentre cerchi giustizia, incontri la legge… provatelo a chiedere agli indignati di New York. Sulla scia ci viene in mente una micro storia: R., 16 anni,  aveva vagato un po’ in giro per l’Italia prima di approdare alla“Casa Famiglia”. Parlava poco Italiano. Uno di quei ragazzi che ti fa gusto  a fare l’educatore: accogliere oltre le differenze di razza, di cultura di religione per la soddisfazione di aver tolto alla criminalità organizzata un ‘manovale’ : ”dai R. vai a scuola, impara l’Italiano, prendi la terza media … ” e il lui la terza media la prese e poi si mise a lavorare. Per qualche giorno fece il barista ma… c’erano i video poker e la paghetta finiva tutti in gettoni! Per un po’ fece l’aiutante pizzaiolo, pochi soldi e la promessa d’imparare un mestiere per il futuro: “…datti da fare… vedrai  il ‘padrone’ ti metterà a posto …”  ma la pizzeria chiuse al titolare era venuta la ‘scoppia dell’acquisto delle azioni on-line . Poi lavoretti saltuari finchè una mattina R. ci disse che se ne andava.  Provammo a dissuaderlo “Che fine farai? Non vorrai mica  farti sfruttare facendo il lavavetri? Cosa potrai guadagnare! E poi la polizia…”  rispose il ragazzo “… voi non avete la minima idea … quello che qui prendevo in una settimana alla pizzeria al semaforo lo guadagno in un giorno…”. Andò via ma fu più delicato di  L. che invece senza mezzi termini ci disse “E io che dovrei fare? Dovrei vivere una vita come la vostra? Ma lo vedete con che ‘bubbone’ di macchina” andate girando?” . L.  aveva ragione avevamo una brutta macchina, ma non ci era mai passato per la testa di fare rapine per cambiarla, a lui sì …

Ci eravamo affezionati a quei ragazzi… chissà che fine avranno fatto!

In calt dei mafia-movie “Bronx”! Il grande Bob, autista d’autobus, rivolgendosi al figlio, affascinato da una gang di mafiosi gli dice’: “ci vuole più coraggio ad alzarsi al mattino alle sei per andare a lavorare che a premere un grilletto!”e già… peccato che non tutti ma tutti abbiamo le sPalle di De Niro. (Vincenzo Tria)

 

 

1° RADUNO CORISTI DEL MURIALDO

Nell’occasione convegno sul tema:  “Il coro nella liturgia”. Il 30 ottobre è stata scritta, in un arcobaleno di voci, un’altra delle più belle pagine della storia della parrocchia di San Michele Arcangelo: il 1° raduno dei coristi dell’ormai storica Corale del Murialdo, coordinata dal maestro e suo direttore, dal 1968, Antonio Forchignone. Un momento di grande emozione in cui vecchi e nuovi coristi si sono incontrati per dedicare una giornata alla passione comune per il canto corale liturgico, il cui elemento pregnante è la preghiera cantata. Nell’occasione si è tenuto, nella sala convegni dell’oratorio, un’importante seminario sul tema: “Il coro nella liturgia, nascita e sviluppo”, tenuto dal relatore Padre Tommaso Mastrolitto, sacerdote giuseppino del Murialdo ed illustre cultore della musica liturgica e della sua storia.  Con una sapiente ed accurata operazione di carotaggio storico culturale, Padre Tommaso ha ripercorso tutta l’evoluzione della musica corale, dai primordi fino ai nostri giorni, risalendo le tappe più importanti, attraverso le varie epoche, citando filosofi e compositori che hanno contrassegnato con posizioni di vertice tutta la sua storia. Un viaggio affascinante insomma, narrato con semplicità e con dovizia di particolari. E’ stato importante apprendere come il canto è sempre stato per l’uomo un modo naturale di lodare e pregare Dio, manifestando il sentimento di gioia, di dolore, ma soprattutto amore. Padre Tommaso ha spiegato che cantare per l’uomo, sin dalla preistoria, ha significato il bisogno di comunicare con Dio rapportato ad elementi come terra, fuoco, cielo e la natura stessa, e come vi è sempre stata la necessità di volgere gli occhi al cielo per rimanere affascinati nel contemplare le meraviglie che il nostro Signore ci ha donato.

Al termine del convegno il coro ha animato la Santa Messa con alcuni dei canti più belli del vasto repertorio della corale e, per concludere, tutti a tavola in un vivacissimo conviviale in agriturismo. Una giornata di gioia e di allegria che certamente sarà replicata nei prossimi anni!

 

D’alessano Maria Incoronata

Convegno Regionale del Rinnovamento dello Spirito – Puglia


Il gruppo del Rinnovamento nello Spirito (RnS) di S. Michele A. ha partecipato, domenica 13 novembre, alla XXVI convocazione regionale dei gruppi e delle comunità del RnS, tenutosi a Bari. Il tema del convegno è stato: “Il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza” [1Cor.4, 20]. Ospiti della giornata: S.E.R Card. Salvatore De Giorgi e Don Fulvio De Fulvio. Dopo una calorosa accoglienza si è passati ad un’intensa preghiera comunitaria carismatica, in cui lo Spirito Santo ha donato abbondanti doni di pace e di serenità, e ci ha esortati a lasciare le redini della nostra vita nelle Sue mani, chiedendo ad ognuno di operare la scelta di lasciarci amare da Lui, ma questo dipende esclusivamente da noi, poiché l’unica cosa impossibile a Dio è proprio forzare la nostra volontà, perché Egli ci lascia liberi! E’ seguito l’intervento del sacerdote Don Fulvio De Fulvio sulla Parola di Dio, che è potenza e vera forza della salvezza, essa può cambiare tutti coloro che aprono il proprio cuore alla Sua grazia. Alcune azioni che possono aiutarci a farlo: accettare, credere, obbedire. Potenza è capacità e dinamismo nell’annunciare, potenza è l’ispirazione del profeta, è la verità del testimone, l’autorità dell’apostolo, potenza è la grazia dei sacramenti, la forza della carità, la capacità dell’obbedienza. Potenza è la forza dello Spirito! Don Fulvio ha concluso il suo intervento molto edificante con la preghiera di intercessione. Nel primo pomeriggio molti giovani hanno testimoniato l’esperienza di grazia che hanno vissuto alla GMG di Madrid, alla presenza del caro Papa Benedetto XVI. La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica, preseduta da S.E.R Cardinale Salvatore De Giorgi che, attraverso l’omelia, ci ha incoraggiati per il cammino intrapreso nel RnS, sottolineando che la Chiesa ha bisogno di veri testimoni che annuncino il regno di Dio. Ringraziamo il Signore per questi momenti di grazia che prepara per noi. Gloria e lode a Dio!

Lina Cobuzzi

 

 

E le meraviglie del signore non sono finite…

 

Infatti, il giorno successivo, presso la parrocchia di San Francesco Saverio, il Rinnovamento Diocesano (tutti i gruppi e comunità della diocesi Foggia-Bovino), si è incontrato per vivere la seconda tappa di un’adorazione itinerante che ha come tema l’approfondimento della preghiera del Padre Nostro.

Dopo una breve relazione sull’invocazione “sia santificato il tuo nome” abbiamo meditato sulla santità di Dio e di come si fida di noi, e se solo avessimo la capacità di abbandonarci a Lui, egli ci trasformerebbe in santi perché il suo progetto prevede la santità per ognuno di noi!

Abbiamo poi continuato a lodare ed adorare il Signore con l’esposizione del Santissimo, apprezzando e riscoprendo le meraviglie che Egli compie nella nostra vita.

Vi annunciamo, carissimi, che la terza tappa “venga il tuo regno”, si terrà nella nostra parrocchia il giorno 12 Dicembre alle ore 20.

Non mancate perché il Signore vuole incontrare anche voi e donarsi così come solo lui sa fare. Alleluia, Alleluia lodiamo il Signore

 

Angela Manco

 

IO E IL CORETTO

Le emozioni di una voce del “coretto”. Per me il coretto è l’appuntamento fisso di ogni settimana a cui non posso mancare. Io amo cantare e quindi il coretto è uno sfogo per l’anima e per la voce; l’ho visto crescere (in numero di bambini soprattutto) ma anche vivere momenti di difficoltà, che sono stati affrontati con fiducia e molto coraggio. L’impegno che ho preso diventa quindi non più un peso, ma un momento di allegria grazie alla simpatia dei nostri responsabili: Silvia e Michele. Inoltre mi dà il piacere di seguire le bimbe più piccoline aiutandole nel canto quando incontrano delle difficoltà, ed è stupendo vedere i loro progressi e sentirmi fiera di aver compiuto un buon lavoro. Quando entrai nel coretto (precisamente tre anni fa) non c’erano certo quaranta bambini ma, come si dice, “quattro gatti”; poi si sono aggiunti tutti gli altri, perché vedendo tutta l’energia e la vitalità che trasmettiamo, non hanno resistito: anche loro dovevano animare la messa con la stessa allegria che ancora oggi ci contraddistingue! Animare la messa è per me un’enorme gioia che mi porto dentro per tutto il giorno. Io continuerò a sorridere nel trambusto del via vai delle cartelline, delle mantelline arancioni che “cerchiamo” di riporre con cura al termine di ogni messa, e dei sorrisi trattenuti per una cartellina dei canti caduta che rimbomba nel silenzio della chiesa. Penso che il coretto sia un’esperienza irripetibile che ogni bambino dovrebbe vivere perché non c’è cosa più bella di cantare con la voce, ma soprattutto con il cuore, alla mensa di Gesù.

“ECCOCI! SIAMO AL TUO SERVIZIO”


I chierichetti ricevono il mandato per il servizio all’altare. Il 13 novembre 2011 si è rivelato un giorno molto importante per noi ministranti della Chiesa di San Michele Arcangelo. Infatti, in occasione della Santa Messa delle ore 10,30, il parroco, don Silvano Cazzola, ci ha consegnato il mandato per il servizio all’altare. Come tutte le domeniche noi chierichetti ci siamo incontrati in sacrestia, prima della celebrazione, per prepararci; tuttavia, l’atmosfera era diversa da quella degli altri giorni. Eravamo entusiasmati da ciò che stava per accadere e manifestavamo quest’esaltazione con un continuo movimento e chiacchierio: eravamo davvero impazienti di sentir pronunciare il nostro nome e di alzarci per dire il nostro sì. Solo dopo l’omelia don Silvano ha invitato noi ragazzi a promettere di essere costanti nel nostro servizio e ha chiamato ciascuno di noi per nome, mettendo al collo di ognuno il crocefisso, simbolo dell’appartenenza al gruppo chierichetti. Finalmente tutti noi, dal più piccolo al più grande, abbiamo potuto dire per la prima volta il nostro “Sì” al Signore, che ci chiama ad essere, come ha detto anche il parroco durante la sua omelia, i suoi “angeli sulla Terra”. Dopo la conclusione della messa ci siamo riuniti nella sede in cui teniamo le nostre riunioni per concludere tutti insieme la mattinata con una piccola festa. Beh, che dire di questa giornata speciale e del servizio che il Signore ci ha chiamato a compiere? Meraviglioso!

Genitori e figli


Come noto, durante il periodo invernale il parco giochi è chiuso (tranne la domenica mattina dopo la messa – dalle ore 11:30 alle ore 12:30) e le attività della nostra associazione rallentano. In attesa di organizzare qualche altra festa (anche in concomitanza del Santo Natale) noi soci ci stiamo dedicando in qualche modo alla formazione, frequentando il mercoledì dalle 18:30 alle 20:00 gli incontri organizzati nella sala dell’Amicizia dalla dr.ssa Cristina Bubici riguardanti il rapporto genitori figli. Approfittare di quest’opportunità messa a disposizione dalla parrocchia è stata ed è per noi (e per gli altri genitori che frequentano) una ventata di aria fresca nella quotidiana, e a volte pesante, routine che noi genitori ci troviamo a vivere. A livello di associazione ci è servito per imparare a conoscerci di più, raccontandoci; a livello umano è un importante step per riuscire a gestire al meglio il difficile rapporto che a volte viviamo con i nostri figli. E’ per questo che consigliamo a tutti di provare almeno una volta ad unirsi a noi: i risultati non si faranno attendere.