TUTTO BENE? TUTTO BENE QUELLO CHE VA BENE…

“Buona sera. Tutto bene?” questo il saluto di molti quando mi incontrano nel cortile di San Michele. “Tutto bene quello che va bene, per il resto cerchiamo di impegnarci” questa normalmente la mia risposta.
Cosa c’è dietro?
“Tutto bene”
1.    Le nostre liturgie sono frequentate e animate. Le associazioni sono ricche di giovani e hanno educatori significativi. La nostra catechesi è ben strutturata e alla ricerca di nuovi itinerari formativi.
2.    Abbiamo attenzione agli ultimi con gli spazi liberi, i laboratori, la  Caritas e i centri di accoglienza della coop Aura
3.    C’è spirito di collaborazione e di protagonismo, di appartenenza e identità Murialdina.  Siamo cresciuti nello spirito di famiglia, nella partecipazione ai momenti comuni e nel rispetto delle linee guida dell’ Opera
4.    Le strutture sono migliorate, apprezzate e… invidiate. Sono funzionali e vissute
“Per il resto cerchiamo di impegnarci”
1.    Il nostro essere cristiani sempre più deve motivare il nostro impegno e farci vivere la gioia di celebrare l’Eucarestia. La nostra identità Murialdina deve ispirare ogni  nostra azione.
2.    Quanto si realizza a San Michele va presidiato e animato. Va fatto  con attenzione, impegno, costanza. Bisogna diminuire le chiacchiere inutili .
3.    L’impegno ad aiutare ognuno, ma soprattutto i giovani,  a scoprire la propria vocazione il “cosa Dio vuole da me” deve caratterizzare ogni nostro progetto educativo.
4.    L’attenzione alle famiglie deve  trovare modalità nuove di collaborazione. Il protagonismo giovanile deve aumentare ed aprirsi al sociale.
5.    Dobbiamo avere una presenza collaborativa sulle questioni vive della città e nella pastorale giovanile della diocesi
6.        Dobbiamo riuscire a ristrutturare il cine-teatro e la chiesa.
Con l’avvento comincia il nuovo anno. Che bello! Possiamo ricominciare, possiamo far meglio, possiamo…  e come dice il Murialdo “se possiamo, dobbiamo”

Un giorno in Comunità

Dalle pagine del “Diario quotidiano” il racconto della vita delle nostre Comunità Educative. Cosa fanno i ragazzi in “Casa Famiglia”? Come vivono? Come trascorrono le giornate? Sono queste alcune delle domande che amici, volontari, collaboratori dell’Opera S. Michele rivolgono a noi Operatori delle Comunità d’Accoglienza Murialdo (Comunità Educativa – Comunità Familiare – Centro Socio Educativo Allegra Brigata).  Prima di provare a rispondere a queste domande mi preme fare una premessa: attualmente l’Accoglienza Murialdo, le “Case famiglia” ed il “Diurno” per intenderci, sono gestite in toto dalla Cooperativa Aura, ma questo però non vuole assolutamente dire che sono realtà esterne all’Opera San Michele; niente affatto. Le realtà dell’Accoglienza Murialdo gestite della Coop. AURA sono a pieno titolo inserite all’interno della Parrocchia S. Michele e da essa traggono linfa vitale in termini di sostegno materiale, spirituale. L’aver creato una Cooperativa è stata semplicemente una modalità per rispondere alle esigenze legislative dei tempi e per rendere più partecipato, consapevole e responsabile il lavoro dei laici. Ma questo è un discorso che affronteremo poi. Del resto ne avremo di tempo. Siamo solo al primo numero di questa nuova esperienza comunicativa all’interno del nostro grande cortile. Torniamo alle domande iniziali: cosa fanno i ragazzi in “Casa Famiglia”? Come vivono? Come trascorrono le giornate?  Per rispondere a queste curiosità abbiamo pensato di farvi leggere alcuni stralci del “Diario quotidiano” che gli educatori delle nostre Comunità compilano ogni giorno per avere una traccia, una memoria delle cose che accadono e per poter poi, insieme, stabilire i progetti educativi da porre in essere per ogni singolo ragazzo. Va detto che il “Diario quotidiano” è uno strumento importantissimo nel lavoro educativo. E’ richiesto dai regolamenti Regionale e la memoria della Comunità è il necessario anello di congiunzione tra un educatore che smonta dal suo turno e l’altro che prende il suo posto. Ovviamente nel rendervi partecipi ometteremo nomi o  indizi che possano lasciar comprendere di chi si sta parlando. Tra l’altro per buona pace della curiosità di tutti abbiamo preso in esame diari degli anni passati così che credo sia proprio impossibile individuare i soggetti interessati. Trascrivere le pagine del nostro “Diario Quotidiano” quotidiano vuol essere quindi solo un espediente per rendervi parte delle tante attività che compongono la grande rete dei servizi posta in essere dall’Opera san Michele a favore dei piccoli della nostra città e della Capitanata: “… ore 9.00 ho accompagnato A. presso l’ambulatorio di Neuropsichiatria infantile per una visita … alle domande del medico sul perché fosse ospite presso le strutture della Murialdo il ragazzo, pur se in maniera incompleta, spiegava al medico cosa gli era capitato. Al termine della visita chiedevo ad A. come si era sentito a dover dare tali spiegazioni e lui mi rispondeva che aveva la sensazione  d’essersi tolto un peso nel aver raccontato cosa l’aveva spinto a commettere gli errori che lo avevano portato ad avere problemi con la Legge…”. “”D. ha chiesto al suo Assistente sociale di poter andare a trovare il papà in carcere” “… N. sta avendo nell’ultimo periodo atteggiamenti provocatori nei miei confronti. Qualche giorno fa, mentre eravamo a tavola, parlando con un altro ragazzo N. gli chiede se fosse mai stato picchiato da un adulto. D. gli risponde di si e N. con tono sarcastico gli risponde che lui non è mai stato picchiato e che mai nessun adulto potrà  alzare le mani contro di lui. Alla sera poi i ragazzi si mettono giocare con dei giochi avuti in regalo dal Sindaco di Foggia in occasione della festività dell’Epifania, e siccome rischiano di farsi male me li faccio restituire. N. invece si rifiuta opponendosi in maniera dura. Lascio perdere per evitare inutili scontri e gli dico che l’accaduto sarò riferito all’Equipe Educativa!” “in data odierna mi sono recato alla scuola N. per un colloquio con  la docente di francese. Durante il colloquio la professoressa mi sottolinea le sufficienti capacità cognitive e il livello di partecipazione di G. alle attività scolastiche pur rilevando lo scarsa applicazione del ragazzo alle attività didattiche e richiedendo altresì una maggiore attenzione alle attività di doposcuola svolte a casa. Concordo con l’insegnante un incontro a cadenza mensile per monitorare l’impegno ed i progressi del ragazzo”. “ R. alle ore 22.00 aveva la febbre alta. Chiamavo la guarda medica che mi diceva di somministrare la tachipirina 1000 ogni cinque ore. Il medico altresì mi indicava poi che se la febbre non fosse passata si sarebbero reso necessario la somministrazione di antibiotici” . “A. e O oggi non pranzano in Comunità sono stati invitati a pranzo a casa di F. il titolare dell’attività presso cui lavora O.” . “… mi sono recato presso la questura di Foggia per ritirare il permesso di soggiorno di O.. tale permesso scade il xxx data in cui il ragazzo compirà i diciotto anni. Ho parlato con l’ispettrice concordando un incontro con la Dirigenza dei Servizi Sociali per definire un progetto che preveda l’accoglienza del minore oltre la maggiore età dal momento che questi deve portare a compimento gli studi che sta ancora frequentando e che termineranno oltre il compimento del diciottesimo anno del ragazzo!” .  “oggi è stata una giornata tranquilla. Nel pomeriggio abbiamo accompagnato i ragazzi al maneggio dove hanno iniziato il corso di equitazione. Erano tutti molto attratti. L’istruttore, uno psicologo, in questo primo incontro ha accompagnato i ragazzi nella conoscenza del cavallo. Li ha fatti avvicinare all’animale, li ha fatti prendere contatto fisico facendogli accarezzare il dorso e la coda, gli ha posto in mano la corda e li ha accompagnati a fare il giro del Padoc. Infine, dopo aver porto ad ognuno il cappello da cavallerizzo, li ha fatti montare in sella. E’ stato un piacere osservare lo sguardo fiero e soddisfatto di M. mentre tutto teso faceva il suo giro del recinto. Ovviamente , come suo solito, quando è sceso da cavallo ha commentato: ma io già ero andato a cavallo!” . “Questa mattina è venuta la mamma di B. in Comunità per riprendersi il figlio perché, avendo conseguito la III media e dal momento che il papà ha trovato lavoro, viene dimesso dalla nostra Comunità per fare rientro definitivo a casa ! B. è stato ospite della nostra Comunità 2 anni!”