Terzo appuntamento per tutti gli educatori della parrocchia

La prevista riunione di famiglia di oggi, avendo fra qualche giorno la festa del Murialdo, sarà inglobata nelle attività previste per la festa. Ricordo a tutti che la festa del Murialdo è il terzo momento comune a cui TUTTI siamo chiamati a partecipare. Ci saranno diverse iniziative. In modo particolare il giorno 18 venerdì faremo un momento di preghiera con tutti (grandi e piccoli) e un momento di festa insieme (gelato offerto dalla comunità)
il giorno 20 ci sarà il momento di formazione con tutti quelli che hanno compiti educativi dalle ore 16.00 alle ore 19.00.
 Seguirà programma più dettagliato. Cerchiamo di non prendere impegni o di rinviare quelli presi. NESSUNO DEVE MANCARE. Anche perchè è l’ultimo momento dell’anno che viviamo tutti insieme.

Quando la natura ci dà una mano: l’haloterapia

Tra le tante mail ricevute nell’ultimo periodo, mi ha molto colpito il bisogno di tutti di curarsi attraverso la natura o comunque utilizzando ciò che la natura mette a disposizione. Rispondo volentieri ad un lettore che mi chiede dell’ Haloterapia.

Cos’è L’haloterapia?

Halos, in greco, vuol dire sale. L’haloterapia è una terapia naturale che consiste nella somministrazione, per inalazione, di sale micronizzato, reso cioè piccolissimo e capace di essere respirato in un ambiente ipoallergenico ed a bassissima carica batterica, la cosiddetta grotta del sale.

Come funziona?

Le particelle di sale, nebulizzate a secco nella camera del sale, sono di dimensioni ideali per raggiungere tutte le sezioni delle vie respiratorie.

Quali sono le patologie che si avvalgono dell’haloterapia?

Un proficuo utilizzo dell’haloterapia riguarda sicuramente le patologie a carico delle vie respiratorie superiori, quali rinosinusite e sue complicanze, le patologie acute e croniche dell’orecchio.

L’haloterapia si è dimostrata inoltre efficace nel ridurre l’iper reattività bronchiale negli asmatici. Benefici ne traggono anche le bronchiti croniche ostruttive oltre che comuni affezioni delle vie respiratorie quali laringiti, faringiti, tosse e raffreddori.

I benefici si allargano anche alle malattie allergiche stagionali ed alla cura della dermatite atopica in età pediatrica.

Cosa dire ancora?

Gli effetti positivi sul corpo umano riconducono ad un corretto equilibrio psico-fisico, inducendo una naturale disintossicazione, migliorando la respirazione, con una minor tendenza alle recidive, migliorando il sonno ed il rilassamento, aumentando la concentrazione e l’attenzione e quindi la produttività individuale.

Quanto dura in genere un trattamento?

Con l’haloterapia sono sufficienti 45 minuti di trattamento per ottenere gli stessi risultati di 3 giorni di residenza al mare.

Il ciclo ideale è di 12-18 sedute, preferibilmente giornaliere. I benefici si protrarranno per un periodo di tempo prolungato.

Esistono esempi di sedi idonee di grotta del sale?

Ce ne sono moltissimi esempi in tutta Italia ed addirittura anche in sedi di eccellenza come il Policlinico di Bari o al S. Raffaele di Milano.

Anche nella nostra città, per fortuna, si è riusciti a creare una “grotta del sale” che abbia eccellenti caratteristiche, chiamata appunto “Casa di Halos”.

Come dire… finalmente la nostra città ha sperimentato in maniera ottimale una metodica naturale!

L’AFFETTIVITA’ OGGI. Un aspetto da non sottovalutare

Oggi l’affettività o, per allargare ancor più il cerchio, la sessualità, è uno dei temi più discussi nei miei incontri, sia con i genitori che con gli adolescenti.

Dietro queste due parole si nascondono tante emozioni, paure, ansie, curiosità, dubbi, incertezze, desideri, sia di adulti che di giovani; sono tante le domande dei ragazzi, gli interrogativi, le paure a cui faticano a trovare una risposta o uno sfogo.

Oggi sono tanti, troppi, gli stimoli che arrivano, già in età infantile e ancor più adolescenziale, sul corpo, sulla sessualità, sull’eros, sui rapporti uomo-donna o sui rapporti omosessuali, basti pensare alle pubblicità televisive, in cui è tutto, o quasi, erotizzato e allusivo al sesso, per non parlare delle trasmissioni televisive in cui il corpo, messo in mostra e denudato del suo valore e pudore, diventa merce di scambio, oggetto di solo piacere e, troppo spesso, unico strumento per attirare l’attenzione su di sé.

Il corpo come una scatola vuota, appunto, come se dentro non ci fosse un cervello pensante o un cuore che batte e prova emozioni…In tutto questo chi ne fa le spese e ne paga le conseguenze sono i nostri ragazzi, la cui personalità è ancora in formazione, a cui arrivano messaggi deviati e i cui valori sono ancora troppo flebili e fragili per sopportare un peso così grande.

In questo contesto, è evidente che i genitori e gli educatori, per il solo bene dei ragazzi, abbiano una mission e un ruolo fondamentale poiché sono gli unici che, superando i loro tabù e dialogando con figli e allievi, possono aiutarli a vedere un’altra faccia della stessa medaglia, a ritrovare il senso di certe cose, ridare una profonda importanza al corpo, rivestirlo di rispetto, pudore, valore; a ritrovare nella sessualità sentimenti importanti come Amore, Tenerezza, Rispetto, Reciprocità, Gioia e tanto altro…

 

Alla prossima!

 

Cristina Bubici

7Pm: UN GRUPPO DI SCALMANATI AL SERVIZIO DEL SIGNORE

Ebbene si! Se pensate che al servizio del “Capo” ci sia solo gente tranquilla, vi sbagliate! Ad animare la messa delle 19.30 la domenica ci sono i 7Pm, gruppo di giovani nato con l’intento di mettere la propria passione per la musica e per il canto al servizio dell’Opera San Michele e che, quindi, propone un modo innovativo, estroso e stravagante di pregare (Sant’Agostino diceva “chi canta, prega due volte!”).
Composto all’incirca da una ventina di elementi di provenienza ed età variegate, i 7Pm si caratterizzano, tra le altre cose, per il contagioso entusiasmo che manifestano durante lo svolgimento delle loro attività. A poco più di due anni dalla sua nascita, il gruppo continua a crescere e a definire la sua identità, affiancando a ciò, di pari passo, la crescita personale dei membri che lo compongono.
Accanto all’ordinaria attività di animazione domenicale, i 7Pm svolgono, su richiesta, anche attività extra, nello specifico animazioni liturgiche di matrimoni, funerali e battesimi. Il gruppo conta all’attivo performance musicali, come quelle del 29 Settembre 2010 e 2011 in occasione della festa di S. Michele, e la preparazione in toto dell’inno dei giochi estivi per l’Estate Ragazzi degli ultimi anni. Ora il gruppo si sta preparando per animare l’incontro dei giovani con il Vescovo che si terrà il prossimo 20 Aprile.
Insomma i 7Pm non stanno proprio con le mani in mano, anzi si danno da fare costantemente!
Ciò che ha reso e rende possibile tutto questo è il “legame” forte che il gruppo ha con l’Opera San Michele, dalla quale i fondatori hanno ereditato e fatto proprio lo spirito di Accoglienza del Carisma del Murialdo.
La realtà dei 7Pm è aperta a tutti i giovani che siano interessati a farne parte, cercando il più possibile di andare incontro alle esigenze di coloro i quali per studio o lavoro non sono sempre a Foggia, con l’intento di rendere comunque tutti protagonisti, ma soprattutto con lo scopo di continuare a camminare insieme quasi come una famiglia…una famiglia nella quale tutti sono importanti e nella quale non si cammina mai soli.
Maria Chiara Moscato
Alessandro Di Michele

Foggia, il Teatro dell’oppresso per la risoluzione dei conflitti

Al via il seminario sulle dinamiche di gruppo promosso da ‘Le opere dell’Opera’ e ‘Solidaunia’ “Ogni individuo è come un pozzo ricco di acqua, che l’educatore deve saper tiare fuori”. Ne era convinto il pedagogo brasiliano Paolo Freire e ne sono altrettanto certi i responsabili dell’associazione di promozione sociale e culturale ‘Le opere dell’Opera’ di Foggia, che da sabato 24 marzo propongono ‘Tutto il corpo pensa’, seminari di formazione sulle tecniche di Teatro dell’oppresso, in programma nell’Opera San Michele, in Piazza Murialdo 1 a Foggia. Realizzato in stretta collaborazione con Solidaunia e la cooperativa Giolli di Reggio Emilia, il corso si pone l’obiettivo di insegnare la gestione delle dinamiche di gruppo, la risoluzione dei conflitti e l’esplorazione di se stessi attraverso gli altri. Articolato in 24 ore distribuite in due weekend (24-25 marzo e 28-29 aprile, il sabato dalle 15 alle 20, domenica con orari 9-12 e 15-18), il seminario ha già raccolto l’adesione di una trentina di partecipanti.

 

È un corso particolarmente indicato per operatori socio-culturali, psicologi, agenti penitenziari, insegnanti, animatori e attori, che sarà tenuto da Roberto Mazzini, tra i più validi ed esperti docenti del Teatro dell’oppresso. Il TdO, quindi, un tipo di teatro educativo che ha come scopo principale quello di affrontare delle problematiche sociali/personali, utilizzando il confronto nel gruppo, la ricerca delle cause considerando i vari punti di vista e creando contesti utili per la ricerca collettiva di soluzioni.

Spazio Sociale ha sentito a riguardo Paola Grassotti, presidentessa dell’associazione ‘Le opere dell’Opera’

 

 

Teatro dell’oppresso, a Foggia arriva Roberto Mazzini

Al via il seminario sulle dinamiche di gruppo e risoluzione dei conflitti, promosso da ‘Le opere dell’Opera’ e ‘Solidaunia’. “Ogni individuo è come un pozzo ricco di acqua, che l’educatore deve saper tiare fuori”. Ne era convinto il pedagogo brasiliano Paolo Freire e ne sono altrettanto certi i responsabili della compagnia “Le opere dell’Opera” di Foggia, che da sabato 24 marzo propongono “Tutto il corpo pensa”, seminario di formazione sulle tecniche di Teatro dell’oppresso, in programma nell’Opera San Michele, in via Murialdo 1 a Foggia. Realizzato in stretta collaborazione con Solidaunia e la cooperativa Giolli di Reggio Emilia, il corso si pone l’obiettivo di insegnare la gestione delle dinamiche di gruppo, la risoluzione dei conflitti e l’esplorazione di se stessi attraverso gli altri. Articolato in 24 ore distribuite in due weekend (24-25 marzo e 28-29 aprile, il sabato dalle 15 alle 20, domenica con orari 9-12 e 15-18), il seminario ha già raccolto l’adesione di una trentina di partecipanti.

È un corso particolarmente indicato per operatori socio-culturali, psicologi, agenti penitenziari, insegnanti, animatori e attori, che sarà tenuto da Roberto Mazzini, tra i più validi ed esperti docenti del Teatro dell’oppresso. Inventato e sviluppato da Auguso Boal negli anni ’60 in Brasile, il teatro dell’oppresso nasce dall’insegnamento di Paolo Freire, da lui stesso definito “pedagogia del pozzo”. Il TdO è infatti un tipo di teatro educativo che ha come scopo principale quello di affrontare delle problematiche sociali/personali, utilizzando il confronto nel gruppo, la ricerca delle cause considerando i vari punti di vista e creando contesti utili per la ricerca collettiva di soluzioni.

Info 328.6843459

 

La chiamata del “figlio”

Correva l’anno 1990 … anzi no, visto che è un racconto evangelico (di quel vangelo personale di ognuno di noi) … in quel tempo, Domenico, il mio secondo figlio frequentava la quarta elementare dalle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù, per i foggiani ( in breve) al Piccolo Seminario. Un giorno una Suora presentò un Sacerdote (don Antonio Di Foggia) che era venuto a far visita alla classe:  “E’ con noi oggi un missionario …-Missionario? Mio padre è missionario. – Sì? E come si chiama? – chiese diligente Padre Antonio, annotandosi sul suo taccuino indirizzo e telefono. Poco dopo mi arrivò la telefonata: … Le chiedo un abboccamento ( direttamente dal portoghese). Ok All’apertura della mia porta tra una visita e l’altra seduto in punta di divano, a schiena rigida e sguardo fisso c’era un intrepido vecchietto, che, se anche in abiti civili, non poteva nascondere di essere un prete.

Cedette il suo turno a chi sopraggiungeva e restò per ultimo.

Per farmi una domanda:

– E’ lei il padre di Domenico? ( Così venivo generato da mio figlio … “Vergine e Madre, figlia del tuo figlio”) e non solo …

– Mi ha detto suo figlio che lei è missionario …

– Ma quando mai? Ho fatto e faccio le solite cose che fanno tutti: raccolta carta, stracci, ferri  vecchi … campi di lavoro, gruppi missionari, aiuti nelle calamità naturali, raccolta per i lebbrosi, l’infanzia missionaria … cose che si fanno in tutte le parrocchie.

– Verrebbe in Brasile?

– Perché no? L’unica cosa, essendo ginecologo, ho preso impegno con le mie pazienti di seguire la loro gravidanza e vorrei portarle al termine. Quindi non prima di febbraio.

-Comodo, non c’è problema, va bene anche nell’estate, luglio-agosto.

Iniziano i preparativi, mi vado a ripetere il Corso di Medicina Tropicale al CUAMM di Padova. Ripetere, perché l’avevo già fatto nel 1976-77 (insieme al terremoto del Friuli, la vacanza con gli amici di San Michele sulla costiera romagnola, e … gli ultimi 11 esami prima della laurea).

Dalle dispense di quel corso, inizia il I° Corso di Medicina Tropicale a Foggia (riproposto per sei anni di seguito nei primi tre anni solo con colleghi ospedalieri nei successivi tre facendo coppia con gli universitari).

Al momento della partenza, mia moglie era incinta al settimo mese della 5° figlia, quindi tutto rimandato.

Ma non tempo perso, raccogliamo dieci milioni (di lire) e con essi compriamo 8.000 ettari di terreno (un isola fluviale) che restituiamo come proprietà indivisa ad una cooperativa di Piccoli Produttori Agricoli (quasi cento famiglie).

L’esperienza in Brasile è stata “ristrutturante”. Secondo la Gestalt noi vediamo quello che abbiamo dentro.

Al ritorno dal Brasile, inizio a “vedere” per la prima volta gli immigrati, che certamente c’erano anche prima.

Cosa fare? Iniziano gli ambulatori rurali (Borgo Arpinova, Incoronata, Segezia)  per i braccianti stagionali.

Dal 1995 il servizio non è più stagionale, perché i braccianti restano su Foggia, quindi anche durante l’inverno l’Ambulatorio è aperto prima a Gesù e Maria, poi al Conventino.

Ma le chiamate si succedono ed una tira l’altra come le ciliegie.

Ma non vi dirò tutto oggi. Ho già superato le 500 parole, limite massimo che mi era stato fissato.

A dopo.

Tonio

 

PROGETTO “EMERGENZA EDUCATIVA”

L’importanza della collaborazione con i genitori per un benessere familiare Tra le diverse attività del Progetto “Emergenza Educativa”, ce ne sono alcune curate personalmente dalla sottoscritta, ovvero lo Sportello di Ascolto, l’attività di Formazione per i genitori e incontri di Formazione per gli educatori e le Associazioni richiedenti. Lo sportello di ascolto, aperto il Lunedì dalle 18.00 alle 20.00, ha accolto diverse famiglie e situazioni, attraverso la metodologia dei colloqui individuali, di coppia e familiari. Le principali problematiche affrontate riguardano la delicata relazione genitori-figli, che spesso si complica e diventa difficile da gestire, con dinamiche poco comprensibili, a volte conflittuali, che generano rabbia e sofferenza in chi le vive.

Nello specifico, sono tante le tematiche e problematiche affrontate in queste intense ed emozionanti attività, dai figli con particolari fobie o ansie, ad acute gelosie tra fratelli, a figli oppositivi, separazioni coniugali o coppie genitoriali con stili diversi di educazione, difficoltà scolastiche dei figli o relazioni genitori-figli problematiche che, spesso, richiamano dinamiche irrisolte dei genitori nel loro status di figlio con le proprie figure genitoriali.

L’attività di formazione, invece, si svolge in gruppo ed è aperta a tutti i genitori che si vogliano mettere in gioco, confrontare e condividere sia con l’esperto che con gli altri genitori partecipanti, con una metodologia basata su lezioni frontali e interattive con l’ausilio di slides, narrazioni esperienziali ed esercitazioni pratiche.

Tirando un po’ le fila delle due attività in corso, posso dire che sono tante le relazioni genitori-figli migliorate, così come è aumentata, da parte di molti genitori, la capacità di ascolto di se stessi e dell’altro con conseguente aumento di benessere familiare.

Miracolo o applauso a tutti quei genitori che si sono messi in gioco e si sono predisposti, facendosi aiutare e guidare, ad importanti riflessioni e/o cambiamenti?

 

Alla prossima!

La Scuola dell’Infanzia San Michele tra passato e futuro.

La nostra Scuola Materna ha cresciuto generazioni di bambini con la convinzione che formare il buon cristiano significa formare il buon cittadino. E’ una scuola importante per tutta la comunità parrocchiale, in 50 anni ha accolto e educato tanti bambini che, nell’affacciarsi alla vita hanno potuto mettere a frutto le loro inclinazioni; tanti di loro hanno condotto una vita semplice, altri hanno raggiunto traguardi più alti. Da due anni a questa parte la nostra cooperativa ha preso in gestione la Scuola subentrando alla lunga e produttiva opera delle Suore Murialdine. Ciononostante non sono cambiati i valori che restano d’ispirazione cattolica. Il nostro impegno è teso ad offrire dei servizi in più alle famiglie del quartiere e nello stesso tempo ad ottimizzare gli spazi e le risorse umane a nostra disposizione. Tutta la Parrocchia deve riscoprire la Scuola come una propria ricchezza per l’opportunità educativa che offre ai bambini negli anni chiave della loro formazione e per l’impegno che profonde nel rapporto con le famiglie e che vuole essere e sentirsi parte integrante della comunità parrocchiale.

La nostra passione per l’educazione e per il territorio nel quale operiamo ci porta tuttavia a rivedere il nostro modus operandi alla luce di tanti cambiamenti che gravitano intorno al bambino. Il nostro è un mondo frammentato, spesso mancano dei punti di riferimento da cui partire; un mondo che chiude le porte all’accoglienza e all’apertura verso il prossimo, che blocca e banalizza i percorsi educativi. I nostri bambini, sempre più alle prese con mass media e mondo digitale, spesso faticano a distinguere reale e virtuale, si sentono padroni del mondo davanti a PC e TV dove non è necessario rapportarsi con gli altri. Queste sfide proposte dai nuovi mezzi di comunicazione devono trasformarsi in opportunità per espandere qualitativamente il servizio educativo. Alla Scuola dell’Infanzia appartiene il compito di educare, formare, promuovere l’identità, l’autonomia e le competenze del bambino. Non è solo un luogo di apprendimento ma anche di cura educativa nel quale, attraverso un’attenta progettazione, si sollecitano potenzialità, linguaggi e forme di intelligenza. Le nuove tecnologie informatiche possono modificare sia l’apprendimento che le emozioni infantili. Alla luce di tutto ciò è indispensabile tracciare nuove strade per lo sviluppo dei processi formativi nell’età evolutiva avvalendosi delle nuove tecnologie informatiche, modificando in maniera innovativa le progettazioni, le attività didattiche e l’insegnamento. I bambini nati dopo il 2000 sono chiamati “nativi digitali” e sono cresciuti in simbiosi con telefonini, telecomandi, videogames, non conoscono altro mondo se non il digitale. Sono capaci, anche se in tenera età, di apprenderne velocemente l’uso e magari non sono capaci di utilizzare un oggetto comune che non sia già predeterminato. Questa nuova generazione ha sempre più difficoltà ad apprendere dalla manipolazione, dal gioco, dall’immaginazione. La scuola deve avere l’importante compito di offrire occasioni per realizzare esperienze che i bambini di oggi non potrebbero mai fare ma allo stesso tempo si deve adeguare ai nuovi sistemi: la simulazione della realtà offerta dalla multimedialità, permette di imparare con minor sforzo e maggiore naturalezza, di apprendere meglio gli strumenti linguistici ed espressivi e di conseguire capacità logico operative. E’ giusto quindi offrire entrambi le opportunità. Il fine ultimo deve comunque essere quello di creare una relazione tra il bambino e l’adulto. Per fare ciò serve una grande alleanza tra gli educatori e le altre figure che ruotano intorno ai piccoli. Educare è esserci, è far scoprire se stesso all’altro, ed è questo che noi educatrici della Scuola Materna “San Michele” ci proponiamo di fare avendo come unico obiettivo il bene e la crescita dei nostri bambini.

Rita Soldani